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domenica, novembre 08, 2009
Solo con il pensiero
di Jolanda Insana

a mia madre Maria Cannistrà
solo con il pensiero potrebbe disporre lenticchie
nel piatto con l'acqua
e riporle nel chiuso dell'armadio
perché germoglino senza verde
e sarò io per il giovedì santo di questa Pasqua
a fare sepolcro di esili pallidi steli
e apparecchiare il suo altare
Carel Visser
title not known, 1979
sabato, novembre 07, 2009
Il tuo disordine
di Mariangela Gualtieri

Sento il tuo disordine
e lo comparo al mio. C’è
somiglianza. C’è lo stesso slabbro
di ferite identiche. C’è tutta la voglia
di un passo largo in una terra
sgombra che non troviamo.
Sento il tuo respiro schiacciato
lo sento somigliante
ti sento piano morire
come me che non controllo
l’accensione del sangue.
Anch’io cerco una libertà che mi
sbandieri, una falcata
perfetta, uno stacco d’uccello
dal suo ramo, quando si butta
improvviso e poi plana.
Fiona Banner
Break Point, 1998
mercoledì, settembre 23, 2009
I miss you

Aria che arriva sottile
tra le tende e la luce lontana;
manchi, ecco che c'è,
manca la voce tua e il respiro
che dava ai miei giorni
rimbalzi ed elettricità
- palla da flipper -
suoni e poi scosse e sorrisi.
Ieri pensavo al piccolo lago
dei pomeriggi autunnali,
alle tue labbra, al futuro
immaginato e perduto
Pensavo che non c'è mai il vuoto
nella mia vita,
nemmeno a volerlo.
Manchi tu, certo. Nient'altro.
Kara Walker
The Keys to the Coop, 1997
mercoledì, giugno 03, 2009
Prima di mattina
di Thomas Stern Eliot

Mentre tutto l'Oriente intrecciava il rosso al grigio,
I fiori alla finestra si volsero verso l'alba,
Petalo su petalo, aspettando il giorno,
Fiori freschi, fiori appassiti, fiori d'alba.
I fiori di stamattina e i fiori di ieri,
La loro fragranza aleggia per la stanza all'alba,
fragranza di germogli e fragranza di appassimento,
fiori freschi, fiori appassiti, fiori d'alba.
Tom Wesselmann
Seascape Dropout, 1982
lunedì, giugno 01, 2009
Di essere ormai adulta l'ho capito
di Patrizia Cavalli

Di essere ormai adulta l'ho capito
da come la notte vado al gabinetto.
Sicura di tornare al grande caldo, prima
era un'interruzione quasi a occhi chiusi,
veloce e trasognata. Ora è un viaggio lento
e freddo, staccato dal sonno, dove guardo
sapendo di guardare le stesse mattonelle
lo stesso muro screpolato, lo stesso secchio
lasciato in mezzo al corridoio,
e confusa nell'estatico disordine
riconosco il percorso in un codice
di piccoli sussulti finché mi riconsegno
a un tiepido torpore castigato.
Andreas Gursky
Bahrain I, 2005
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